LA STORIA DEL NIMROD

Nell’estate del 1951, in tutta la Gran Bretagna si tenne il Festival of Britain, una mostra nazionale per promuovere il contributo inglese alla scienza, alla tecnologia, al design industriale, all’architettura e alle arti e per commemorare il centenario della grande esposizione universale di Londra, del 1851.
La società di ingegneria Ferranti, che stava all’epoca anche muovendo i primi passi nello sviluppo dei computer, promise che avrebbe tenuto una mostra per il Festival. Verso la fine del 1950, a John Makepeace Bennett, un dipendente australiano della ditta e laureato presso l’Università di Cambridge con dottorato di ricerca, venne in mente l’idea di progettare una macchina con la quale si potesse giocare a Nim. Probabilmente Bennett fu ispirato da un precedente apparecchio, il Nimatron, mostrato nel 1940 al New York World’s FairProgettato da Edward Condon e costruito dalla Westinghouse Electric con relè elettromeccanici, pesava più di una tonnellata.

Il Nimatron

Il Nimrod venne tuttavia realizzato non con lo scopo di intrattenere, ma bensì con l’idea di mostrare al grande pubblico le prestazioni di calcolo matematico di un computer Ferranti. Opuscolo allegato al Nimrod venduto ai partecipanti al Festival of Britain citava:

«Potrebbe sembrare che, nel cercare di far giocare le macchine, stiamo perdendo tempo. Questo non è vero in quanto la teoria dei giochi è estremamente complessa e una macchina che può giocare a un gioco complesso può anche essere programmata per svolgere problemi pratici molto complessi.»

I lavori per la costruzione del computer iniziarono il primo dicembre 1950, con l’ingegnere Raymond Stuart-Williams (suo il contributo alla costruzione del computer EDSAC) che adattò il progetto di Bennett in una macchina funzionante, e terminarono il 12 aprile 1951. Il risultato fu un dispositivo 3,7 x 2,7 x 1,5 metri. 
L’intero assemblaggio arrivò a tre tonnellate e mezzo e più di quattro se si conta la pedana.

Il computer vero e proprio non occupava più del 2% percento dell’intero volume della macchina, mentre il restante novantotto era per le valvole a vuoto e le lampadine che, accendendosi, mostravano lo stato del gioco. La forma era quella di una grande scatola con pannelli luminosi ed un supporto rialzato di fronte ad essa con pulsanti corrispondenti alle luci, che rappresentavano gli oggetti che il giocatore poteva rimuovere.

Ospitava
480 valvole, tutti i doppi triodi 12AT7, ma solo 350 di loro hanno effettivamente preso parte all’azione. 120 relè guidavano i display. Alcuni diodi al germanio erano usati come porte “OR”. A differenza della maggior parte dei computer digitali, allora e ora, NIMROD usava livelli di tensione direttamente accoppiati piuttosto che impulsi temporizzati, quindi poteva funzionare lentamente come voleva il dimostrante. Quando funzionava a piena velocità, era pilotato da passi di 10kc/s (10kHz nel linguaggio moderno).

Il 5 maggio 1951, il Nimrod venne presentato al Festival come “
Nimrod Digital Computer” e sponsorizzato come: più veloce del pensiero” e come un “cervello elettronico“.

Il giocatore doveva premere dei pulsanti su un pannello rialzato corrispondente alle luci della macchina per selezionare le proprie mosse e il Nimrod rispondeva di conseguenza, dopo aver adeguatamente condotto delle analisi di calcolo, visibili su schermo dall’accensione e spegnimento di luci. La velocità con la quale le faceva, poteva essere rallentata per consentire al presentatore di spiegare esattamente cosa stava facendo il computer, aiutato da altre piccole lucine intermittenti.

Una breve guida è stata venduta ai visitatori per uno scellino e sei pence spiegando come funzionavano i computer, come funzionava il Nimrod e pubblicizzando gli altri sviluppi di Ferranti. Spiegava che l’uso di un gioco per dimostrare il potere della macchina non significava che fosse destinato all’intrattenimento e confrontava le basi matematiche di Nim con la modellazione dell’economia dei paesi.

Tra i giocatori del
Nimrod durante il Festival includeva il pioniere dell’informatica Alan Turing.

Anche se il Nimrod aveva lo scopo di dimostrare le abilità di programmazione degli apparecchi elettronici di Ferranti, il pubblico era più interessato a giocare con l’invenzione piuttosto che all’operazione pubblicitaria che vi era dietro. Dopo la sua prima esposizione a maggio, venne tenuto in mostra per altre tre settimane nell’ottobre del 1951 allo Show Industriale di Berlino prima di essere definitivamente smantellato.

Nimrod potrebbe essere considerato il primo videogioco in assoluto, però rendono difficile il suo accostamento alla definizione propria di “videogioco”, come l’utilizzo di lampadine piuttosto che un display e computer grafica in tempo reale, ed i tempi di risposta molto lenti.

Paul Jennings, un giornalista all’epoca, ha insistito nel definirlo un “Cervello elettronico” e ha dichiarato che: “È assolutamente terrificante!”.

Torna su